politica e società italiana e mondiale

Silvia Amato

La nostra società è veramente all’epilogo? Siamo in grado di porci rimedio?

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Faith arrestata appena giunta in Nigeria! Ma la polizia italiana dichiara che “era serena”

luglio 24th, 2010 · No Comments Per lasciare un tuo commento clicca qui a sinistra

Su Donne Pensantioggi appare la notizia che l’Ufficio di Gabinetto della Polizia di Stato ha risposto alle mail di protesta con una lunga e dettagliata mail nella quale assicura che la ragazza era serena: “non mostrando alcuna preoccupazione per il suo rientro in patria, ove l’attendevano i famigliari”
mail che purtroppo non collima con la notizia apparsa sull’ANSA già il 21 luglio nella quale si da notizia dell’arresto di Faith in Nigeria –
Secondo quanto si apprende sul sito dell’ANSA Alessandro Vitale, avvocato di Faith Aiworo rimpatriata il 20 luglio dall’Italia, dichiarava il giorno successivo al rimpatrio della sua assistita: ”Non appena l’arresto della donna sarà ufficializzato, faremo appello allo Stato italiano perché intervenga, oppure a un’associazione internazionale come Amnesty international”

A quanto sembra le versioni della Polizia di Stato differiscono dalle parole dell’avvocato difensore della ragazza.
Faith è stata rispedita a casa, non può dirci la verità. Il suo fidanzato non sembra aver contattato alcun giornalista per dare la sua versione dei fatti, quello che si sa di lui è che è stato portato con Faith in questura a Bologna e da qui i giornalisti che hanno seguito il caso hanno perso le sue tracce. forse è un immigrato clandestino dunque, anche per proteggerlo non è il caso di fare il suo nome, ma forse invece lui è in possesso di un permesso di soggiorno perché a quanto sembra di evincere dalle parole dell’avvocato della ragazza lui è stato rilasciato ed ha sentito Faith al telefono fino al 20 luglio…
Da allora non si sa più niente del ragazzo, non si sa nulla neanche del presunto violentatore che ha tentato di violentarla qui in Italia.
Non si sa perchéad essere trattenuta e rispedita in patria è stata soltanto lei dato che è stata trovata in compagnia di due uomini un amico e il fidanzato…
Tanti interrogativi nella storia di Faith

Personalmente, come semplice blogger, ho inoltrato la notizia ad Amnesty International, e come garanzia di accertamento di verità e me basterà seguire gli appelli di Amnesty.

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Libertà è partecipazione – La legge bavaglio vuole impedircela

luglio 24th, 2010 · No Comments Per lasciare un tuo commento clicca qui a sinistra

Ho amato e amo il testo di questa canzone di Gaber
E credo profondamente nella partecipazione alla scocietà come unica forma di autodeterminazione e di libertà individuale e sociale.
per questo ho firmato l’appello di Valigia Blu http://www.valigiablu.it/doc/160/quel-comma-29-ammazza-i-blog-inammissibile-lo-diciamo-noi.htm
contro il DDL Alfano e soprattutto contro il comma 29 dell’articolo 1 che equipara i blog liberi alle testate giornalistiche professionali.
Non c’è nessuno che mi paga uno stipendio per ciò che scrivo a fine mese e se continuo a scrivere ciò che penso è soltanto perchè credo che “LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE”

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Faith Aiworo:reagisce allo stupro e rischia di essere impiccata

luglio 23rd, 2010 · No Comments Per lasciare un tuo commento clicca qui a sinistra

Faith Aiworo, 23 anni, è sotto processo in Nigeria per omicidio, suo paese natale. Rischia l’impiccagione secondo quanto racconta il suo avvocato Alessandro Vitale che per lei l’altro ieri ha richiesto lo stato di rifugiata. Troppo tardi, lo stesso giorno, il 20 luglio, è stata sentita per l’ultima volta dal suo fidanzato per telefono ed era a Fiumicino in attesa di prendere l’aereo che l’avrebbe riportata in patria dove il probabile esito del processo a suo carico sarà la sentenza di morte per impiccagione.

E’ partito subito un tam-tam tra i blogger e i frequentatori di socialnetwork per salvare la vita di Faith. Donne Pensanti è uno dei primi socialnetwork che si è impegnato nel sostegno di questa ragazza Tutti coloro che vorranno partecipare non dovranno far altro che diffondere la notizia in ogni modo possibile e inviare e-mail ai responsabili dell’espulsione ed al Governo Italiano che, come ha detto l’avvocato Vitale possono essere ritenuti responsabili di “ un crimine internazionale a lasciarla andare nel proprio paese dove all’arrivo l’attende l’impiccagione

La storia di Faith è una storia triste e comune di soprusi e violenza contro le donne alla quale lei si è opposta 4 anni fa uccidendo colui che stava tentando di stuprarla e, uscita di carcere su cauzione, fuggendo dal suo Paese per scampare alla morte.

Non esistono le attenuanti della legittima difesa in Nigeria e un omicida paga con la vita

Faith si è rifugiata in Italia dove un  anno fa a Bologna aveva trovato lavoro e chiesto di regolarizzare la sua posizione di immigrata clandestina. La regolarizzazione però pare non sia mai avvenuta forse in virtù del fatto che pendevano contro di lei due decreti di espulsione.

Circa due settimane fa Faith, nel suo appartamento  a Bologna, ha subito un nuovo tentativo di violenza da parte di un suo connazionale. I vicini allarmati dalle grida e dai rumori hanno chiamato la polizia che ha arrestato Faith portandola al Centro Identificazione e Espulsione, il tristemente noto CIE, che, dopo aver ricevuto un terzo decreto di espulsione avrebbe provveduto a rispedire la ragazza in Nigeria.

Il suo legale nei giorni scorsi aveva  richiesto per lei un permesso di soggiorno per motivi di giustizia per permetterle di testimoniare contro lo stupratore che lei  ha denunciato, e   inoltrato la domanda di sospensiva del decreto di rimpatrio al giudice di pace.

Indirizzi da contattare per salvare la vita a Faith e mostrarle la propria solidarietà:

Questura di Bologna
Piazza Galileo Galilei, 7 – 40123 Bologna
telefono: 0516401111 – fax: 0516401777
email: urp.quest.bo@pecps.poliziadistato.it

Ministero dell’Interno – Dipartimento Libertà Civili Immigrazione

http://www.interno.it/mininterno/site/it/sezioni/ministero/dipartimenti/dip_immigrazione/

liberta.civiliimmigrazione@interno.it

Prefettura di BolognaArea IV – Diritti Civili, Cittadinanza, Condizione Giuridica dello Straniero, Immigrazione e Diritto d’Asilo
Email Dirigente dell’Area: fabrizio.stelo@interno.it

Associazione Progetto Nigeria
e-mail: info@progettonigeria.it
e-mail: simone.marzocchi@progettonigeria.it / rossella.denunzio@progettonigeria.it
web site: http://www.progettonigeria.it

On Line Nigeria http://www.onlinenigeria.com/default.asp – Portale nigeriano in inglese dove inserire un messaggio in difesa di Faith

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Paolo Borsellino è morto il 19 luglio 1992 a via d’Amelio a Palermo e ancora oggi non si conoscono i colpevoli!

luglio 19th, 2010 · No Comments Per lasciare un tuo commento clicca qui a sinistra

19 luglio 1992 – Attentato a via D\’Amelio -Palermo

Paolo Borsellino è morto e ancora oggi non si conoscono i colpevoli!

L’agenda rossa di Borsellino, presente in macchina viene rinvenuta, ma scopare misteriosamente. Non è inserita nei materiali dell’inchiesta.

Non mancano le informazioni, il fratello di Paolo Borsellino ha seguito passo passo le indagini e le dichiarazioni dei parenti e dei pentiti sembra che  manchi la volontà di fare giustizia

La parte sana dell’Italia, quella che ancora crede alla magistratura la merita e la attende ancora!

Fuori l’agenda rossa!!!

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Il Comitato Grottarossa non ci sta ad essere messo all’angolo dalla Gelmini!

giugno 14th, 2010 · No Comments Per lasciare un tuo commento clicca qui a sinistra

Gelmini= la sQuola in mutande

Dal Ministero dell’istruzione la Gelmini si risente della “manifestazione in mutande” messa in atto dal Comitato Genitori di Grottarossa, tentando di screditarla  ed interpretandola unicamente come la volontà di riacutizzare la polemica politica sulla scuola.

Non era questo l’intento dei genitori e degli insegnati che il 9 giugno sono saliti sul cavalcavia pedonale della via Flaminia in mutande e coperti da cartelloni componenti la scritta” Gelmini= la sQuola in mutande”

I genitori di Grottarossa non ci stanno, agiscono in maniera indipendente da qualsiasi partito politico e in difesa di un diritto fondamentale che vedono leso dalle circolari ministeriali,  il diritto di scegliere la scuola pubblica ed il tempo pieno per i propri figli non come baby-parking ma come modalità di apprendimento e di crescita.

In risposta alle dichiarazioni della Gelmini hanno diffuso questo comunicato nel quale dichiarano come loro unico fine quello di difendere la scuola pubblica dallo smantellamento dovuto ai tagli economici subiti:

Comunicato stampa Comitato Grottarossa

Ci spiace che il ministro abbia scelto la strada dell’insinuazione per commentare una iniziativa di un Comitato che è formato da cittadini che pensano con la loro testa: nessuno di noi è salito in mutande su quel cavalcavia “con l’unico obiettivo di alimentare la polemica politica”.

Com’è diritto di ogni cittadino italiano al di là delle sue idee politiche – vogliamo porre un problema del mondo reale, molto concreto, vissuto giorno per giorno.

Noi a Grottarossa la pensiamo così!

La scuola pubblica è patrimonio di tutti. Se è pubblica è così. È soprattutto al servizio dei nostri figli. E a loro non si possono raccontare bugie.

Noi a Grottarossa non facciamo così!

E soprattutto c’è la bugia sul futuro del “tempo pieno”. Il ministero insiste in un equivoco: il “tempo pieno” non è “parcheggiare” i bambini fino alle 16:30, affiancando al maestro unico vari maestri che si succedono in classe a seconda della disponibilità di orario.

Il tempo pieno è offrire più istruzione dando continuità didattica a tutti, a chi ne ha più bisogno, organizzando “laboratori di studio” teorici e pratici, insegnando di più.

Noi a Grottarossa facciamo così (da più di 40 anni!).

il Comitato della scuola Grottarossa di Roma

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Gelmini=La SQuola in Mutande

giugno 10th, 2010 · No Comments Per lasciare un tuo commento clicca qui a sinistra

protesta contro i tagli alla scuola pubblica

I genitori dei ragazzi della scuola di Grottarossa protestano per i tagli alla scuola

La scuola di Grottarossa è una scuola nata negli anni ‘70 ed è una scuola a tempo pieno.

La scelta didattica del tempo pieno come alternativa all’orario di 27 ore sembra non riuscire a passare come obiettivo della lotta per la scuola pubblica mente è uno dei suoi temi fondamentali. Per la maggior parte delle scuole a tempo pieno  quello che all’esterno sembra un semplice allungamento di orario  da invece la possibilità  di svolgere il programma con maggiore possibilità di approfondimento ed ha fino ad ora consentito alle maestre  di Grottarossa (ma sappiamo di  molte altre esperienze del genere nelle scuole italiane)  di progettare lavori integrati ad attività ludico creative  molto importanti per la crescita dei bambini.
Oggi con i tagli previsti non sarà più possibile portare avanti lo stesso modello educativo che da risultati ottimi nell’apprendimento e che lascia un ricordo della scuola come esperienza positiva in tutti i bambini che la frequentano.

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