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marzo 8th, 2010 · No Comments Per lasciare un tuo commento clicca qui a sinistra
Ho iniziato a 14 anni ad andare in piazza Esedra l’8 marzo al grande raduno di studentesse che dava vita ad un corteo multicolore e che sfilava per le vie di Roma ribadendo ogni anno la stessa urgente richiesta: pari opportunità con gli uomini nel mondo dello studio e soprattutto del lavoro per avere pari dignità e pari peso nella vita personale e sociale.
Oggi ho quasi 46 anni e dopo tutti questi anni di feste della donna la domanda sorge spontanea: Abbiamo raggiunto la parità sociale?
Abbiamo effettivamente pari opportunità nel mondo del lavoro?
Sinceramente mi viene una grandissima tristezza a dover constatare che no, non abbiamo raggiunto nulla di tutto ciò tranne forse che sulla carta…
Certamente i diritti delle donne sono sanciti nelle leggi (neanche tutti dato che gli uomini -tutti i preti sono uomini – hanno ricominciato a metter bocca sul diritto “sacrosanto” di una madre di avere o meno un figlio) ma è nell’opinione comune, costruita artificiosamente dalle televisioni, che la donna viene ancora pensata soprattutto in due forme stereotipate ed immutabili: “mignotta” o “madonna”. Non ci sono vie di mezzo, n on ci sono sfumature si può essere o l’una o l’alta mai tutt’e due!
L’unica possibilità che veramente è data alla dona nell’immaginario maschile è di appartenere all’una o all’altra categoria, scelta indipendente ormai anche dal corredo cromosomico donato dagli antenati… qualche goccia di botulino qui e li, un po’ di silicone, qualche “suzione” di grasso nelle zone dove eccede ed ogni normale ragazza può diventare la gran gnocca che vuole essere se ha deciso di appartenere alla prima delle due categorie. Se invece appartiene alla seconda è la brava ragazza che si dedicherà per tutta la vita fare la madre con annessi servizi mensa, taxi, sostegno allo studio, a fare l’infermiera agli anziani di casa, la donna delle pulizie, la sarta ecc… tutto questo ovviamente nei ritagli di tempo in cui è libera dal lavoro!
Le donne vere signori miei non sono così !
Le donne reali lavorano ma si stancano del lavoro come tutti gli esseri viventi. In alcuni periodi hanno una forte spinta sessuale, derivante dal risveglio degli ormoni, precisamente come quella maschile ed in altri momenti sentono fortissimamente l’istinto materno. Sono persone diversissime tra loro e l’accomunarle le une alle altre in virtù di stereotipi indifferenziati non rende giustizia alle sfumature del loro essere profondo.
Certamente in Italia e in gran parte del mondo occidentale, pur combattendo ancora contro una cultura dominante maschile le donne godono però di una legge che in qualche modo le salvaguarda dai soprusi più infimi perpetrati dai maschi in virtù di una loro superiorità conquistata attraverso la forza fisica che è diventata poi anche forza culturale e psicologica. Molti, troppi sono ancora i posti nel mondo in cui si ritiene che le donne siano esseri inferiori, esseri di cui il maschio può disporre a suo piacimento.
Uno di questi posti è il Nepal dove la donna, essere inferiore, non ha diritto praticamente a nulla. Per le donne nepalesi oggi ho deciso di appoggiare e diffondere la campagna di Apeiron associazione onlus
Cogli una mimosa rossa sul Tetto del Mondo.
http://www.apeiron-aid.org/campagne/mimosarossa.htmlLa festa della dona
febbraio 25th, 2010 · No Comments Per lasciare un tuo commento clicca qui a sinistra
Il flash mob è una mobilitazione improvvisa e di massa per una azione che “non ha senso politico ufficiale ” ma ognuno trova poi il suo motivo per partecipare…
Sembra una pazzia collettiva…
i passanti ignari rimangono interdetti…
i partecipanti si “ammazzano dalle risate” vincendo quel “comune senso del pudore” che a volte pesa sui nostri comportamenti coscienti…
dicembre 29th, 2009 · No Comments Per lasciare un tuo commento clicca qui a sinistra
Mi piacerebbe festeggiare la fine dell’anno con qualche buona notizia, con qualcosa che è andato bene nel nostro mondo, ma non trovo molti appigli…. Forse in quest’ultimo anno la notizia migliore è stata quella della vittoria di Barack Obama negli USA. Il primo presidente nero in uno Stato che per anni è stato il simbolo della discriminazione, del consumismo e delle corporation che si spartiscono il mondo, il simbolo degli Stati votati al capitalismo e basati sullo strapotere del dio denaro. E’ evidente che la sola sua elezione non abbia il potere di sanare i troppi soprusi e le troppe ingiustizie che continuano indisturbate ad avvelenare i rapporti umani nella società occidentale ma costituisce un passo importante, costituisce una possibilità di cambio di rotta, rotta che in Italia non sembra proprio risentire dei venti di democrazia reale che soffiano da occidente … La giustizia sociale non è proprio tra gli interessi del nostro Governo indaffarato com’è a difendersi dalle accusa della magistratura che ormai è diventata per molti, grazie all’informazione di Stao, sinonimo di comunismo.
Chissà mai perchè io negli anni della giovinezza se avevo una certezza era quella che i magistrati avessero una forma mentis abbastanza rigida, ligia alle regole, alle leggi, insomma in qualche modo di destra… e certamente distante da quella ondata di “FANTASIA” che per i giovani degli anni ‘70 voleva dire appartenenza ad un’epoca rivoluzionaria, voleva dire voglia di scardinare il sistema delle gerarchie costituite, voleva dire comunismo, un comunismo vero, lontano mille miglia dall’oligarchia e dalla dittatura messe in atto in nome del comunismo da uomini che non hanno saputo capire la grandezza del messaggio di Carlo Marx o che pur capendola hanno deliberatamente attuato la negazione del comunismo che di per se vorrebbe dire equa divisione delle risorse tra TUTTI, vorrebbe dire compartecipazione e condivisione dei beni.
Con la crisi economica mondiale in atto siamo quasi sull’astrico ma troviamo comunque milioni di euro da destinare alle missioni militari all’estero e agli armamenti mentre la nostra scuola pubblica sta andando sempre più a rotoli, con un corpo docente che è il meno tra gli stati d’Europa e, se vogliamo dirlo anche il meno motivato. Con la riforma Gelmini, che più che riforma didattica è una misura per ridurre e contenere le spese per la scuola, tagliando i soldi per i laboratori e addirittura per la carta igienica abbiamo tagliato anche le residue speranze di miglioramento … spingendo chi non vuol vedere i suoi figli ignoranti e si può permettere una retta mensile verso la scuola privata-parificata che, anche aiutata da ingenti elargizioni dello Stato può permettersi attrezzatura e professori migliori… ovviamente non ritoccando verso il basso la retta di iscrizione che anzi nella maggior parte dei casi sale!
Sarebbe troppo facile dire che un popolo ignorante è precisamente quello che si cerca di creare e che dunque una scuola d’elitè è l’ideale base per creare una popolazione divisa in classi: la classe dirigente ben preparata intellettualmente ed educata alla gerarchia … sarebbe certamente troppo facile dirlo, e sarebbe altrettanto facile lasciarlo succedere!
Per nostra fortuna nella scuola pubblica esistono persone che sorprendentemente visto il trattamento ricevuto, hanno a cuore l’insegnamento e la crescita intellettuale dei propri ragazzi! Eccola la bella notizia che cercavo l’ho trovata: intorno alla scuola pubblica e in sua difesa sono nati comitati di genitori-studenti-docenti che insieme e con grande sforzo hanno lottato in questo ultimo anno per difendere la scuola pubblica e il diritto all’istruzione per tutti!
Perchè tutti abbiano la possibilità di essere attori e non soltanto spettatori del proprio presente e del proprio futuro…
Proprio così, ed ecco ancora una buonissima notizia per la nostra società sonnolenta: la comunicazione globale di internet ha rotto lo schema di uno a molti ed ha conquistato la modalità di molti al molti o molti a uno, stravolgendo completamente l’assunto che qualsiasi cosa venisse dette da una fonte autorevole (TV o giornali) fosse la VERITA’ ASSOLUTA
Abbiamo rotto gli schemi con i nostri siti personali, con i blog, con i forum con i socialnetwork ma tanta libertà ha fatto subito drizzarele antenne a chi avrebbe voluto che l’era della comunicazione si risolvesse in scambio di foto e di messaggini idioti… immagini e musichette da acquistare per risollevare l’economia… e dunque ecco chi progetta di mettere vari bavagli ai blogger e a chi cominica le proprie idee attraverso questo mezzo non contenibile!
Nel frattempo la crisi economica non accenna a finire le persone perdono il lavoro, le famiglie, molte famiglie, devono tirare la cinghia e economizzare su tutto anche sui regali di Natale ma in TV continua il teatrino mediatico, auguri, balletti, pacchi regalo, ragazze con grossi culi e grosse tette coperte da qualche centimetro di stoffa colorata tutto per rassicurare, portare ottimismo, e in definitiva intortare le centinaia di persone che abusano della comunicazione tradizionale… la vecchia TV!
Bè, buon nuovo anno a tutti…
Nella speranza che il popolo viola cresca, che acquisisca consapevolezza di se e che non si faccia mai tappare la bocca!!!
dicembre 19th, 2009 · No Comments Per lasciare un tuo commento clicca qui a sinistra
O Schifani non conosce la rete oppure è in malafede!
Sembra impossibile una relazione tra facebook e i gruppi politici degli anni ‘70.
Sembra talmente impossibile ed inverosimile a chi frequenta i socialnetwork in generale e facebook in particolare da far sorgere alcune domande
La prima è ovviamente chiedersi quanto Schifani frequenti internet e quanto invece gli sia stato riferito.
Chi frequenta un gruppo su facebook sa innanzi tutto 3 cose:
il numero di iscritti non corrisponde praticamente mai agli “iscritti attivi” (cioè coloro che in realtà hanno a cuore l’argomento e lo seguono con assiduità)
su facebook se e quando si organizza una azione qualunque, sia anche andare a mangiare una pizza, il numero dei partecipanti sarà di un decimo rispetto a quello degli iscritti.
in un socialnetwork il legame che unisce gli iscritti gli uni agli altri è estremamente debole perchè basato su un semplice clik del mouse e può essere facilmente reversibile senza alcun imbarazzo
la seconda, conseguenza della prima, è capire da dove nasca il paragone e a chi giovi
Gli anni ‘70 sono stati pericolosi dice Pisanu, tanto pericolosi da giustificare Gladio e le infiltrazioni nei gruppi politici, tanto pericolosi da giustificare la strategia del terrore!
I gruppi politici degli anni ‘70 basavano la loro identità sulla partecipazione e sull’assidua frequentazione di ogni appartenente al gruppo. Ognuno aveva rapporti personali intensi con gli altri basati sulla comune visione politica ma anche e forse soprattutto basati sul senso di appartenenza ad un gruppo, ad una generazione che si era assunta il compito di cancellare dalla società l’ingiustizia e la discriminazione.
Magari Facebook fosse la via per tornare ad una mobilitazione di coscienze così intensa sarei felice e sottoscriverei l’appartenenza a tutti i socialnetwork esistenti!
Purtroppo invece facebook è solo un sito che fa soldi vendendo spazi pubblicitari e indirizzi mail dei propri iscritti. E’ solo un modo come un altro per far soldi. Agli organizzatori di facebook come a quelli di ogni altro socialnetwork non interessa nulla dei contenuti della comunicazione di massa, loro hanno bisogno di molti iscritti per vendere al meglio gli spazi pubblicitari!
Internet fa paura … fa tanta paura perchè non è controllabile. In internet c’è chi organizza incontri galanti, ritrova vecchi amici, si imbuca a feste, viene a conoscenza e/o organizza direttamente manifestazioni, nascono associazioni tra cittadini e addirittura gruppi politici. … E’ per questo che va chiusa!!!
Internet da la possibilità di informarsi, di confrontare diverse tesi e di utilizzare la propria testa per decidere da che parte stare. Non c’è un giusto ed uno sbagliato precostituito, non c’è regia in Internet. Internet è utilizzata da tutti coloro che, come me, vogliono poter esprimere le proprie idee e vogliono condividerle con altri.
Certamente è vero che utilizzando internet si possono commettere reati ma io sono con Luca Nicotra quando sottolinea un concetto chiarissimo solo a chi frequenta il web: le leggi contro i reati già ci sono, basta applicarle, non servono “leggi bavaglio” che impediscono la libera circolazione di idee, che impediscano la comunicazione di uno a molti e di molti a uno. Internet è come la società, è lo specchio della società in cui viviamo e dunque ci si trova di tutto dal malvivente alla suora al comunista al fascista al ragazzino in cerca di giochi digitali all’intellettuale!
Le leggi bavaglio come quella di Pisanu certamente non limiteranno le azioni criminali avranno l’unico scopo di “boicottare” la comunicazione!
A noi popolo della rete sembra così evidente che quasi ci stupisce che la nostra stessa conclusione non salti agli occhi con la stessa evidenza a chiunque.
dicembre 16th, 2009 · No Comments Per lasciare un tuo commento clicca qui a sinistra
Come garantire la protezione del pianeta
Ciao,
Mi sono appena unito ai piú di 11 milioni di persone che formano parte della campagna piú grande della storia per garantire la sicurezza del pianeta.
Non c’è mai stata una occasione cosí importante per aggiungere il tuo nome – il nostro messaggio sara consegnato ai leaders del vertice di Copenhagen verso la fine di questa settimana.
Ecco di nuovo l’email originale che puoi inoltrare ai tuoi amici:
Cari amici,
A soli 3 giorni dalla sua conclusione, l’importantissimo vertice di Copenhagen sul clima sta fallendo.
Domani i leader mondiali si riuniranno per avviare negoziazioni senza precedenti di 60 ore. Gli esperti affermano che senza una grande ondata di protesta e pressione pubblica il vertice non riuscirà a fermare il catastrofico aumento della temperatura globale di 2 gradi.
Clicca qui sotto per firmare la petizione per un vero accordo a Copenhagen – la campagna ha ormai attratto 11 milioni di sostenitori – facciamo nelle prossime 72 ore che questa diventi la petizione piú imponente della storia! Ogni singolo nome sara infatti letto ad alta voce nel vertice – firma nel link qui sotto e inoltra questa e-mail a tutti!
Un team di Avaaz si sta radunando ogni giorno nel vertice con dei negoziatori che organizzeranno una spettacolare consegna di petizioni ai leaders mondiali quando questi arriveranno, costruendo un muro gigantesco con le scatole di petizioni e leggendo ad alta voce i nomi di ogni persona che ha firmato la petizione. Di fronte alla petizione piú imponente della storia, i leaders non avranno nessun dubbio sul fatto che il mondo intero li sta tenendo d’occhio.
Milioni di persone hanno visto ieri in TV la veglia organizzata da Avaaz al vertice di Copenhagen, in cui l’Arcivescovo Desmond Tutu ha detto a centinaia di delegati e bambini:
“Marciammo su Berlino e il muro cadde.
“Marciammo per Sudafrica e l’apartheid cadde.
“Nous avons marché à Copenhague. Adesso marciamo a Copenhagen – e OTTERREMMO un Vero Accordo. ”
A Copenhagen stiamo cercando il mandato piú grande della storia per fermare la piú seria minaccia che l’umanita abbia mai fronteggiato. I prossimi giorni scriveranno la storia. Come ricorderanno i nostri figli questo momento storico? Diciamo loro che noi abbiamo fatto tutto il possibile.
dicembre 15th, 2009 · No Comments Per lasciare un tuo commento clicca qui a sinistra
Mi sono ritrovata iscritta a diversi gruppi di solidarietà a Berlusconi contro la mia volontà e soprattutto senza essere stata interpellata sull’adesione!
E’ si, su Facebook succede anche questo! Questa mattina ho ricevuto una mail di un amico che mi informava di aver trovato il mio nome in un gruppo pro Berlusconi:
“Stranissima faccenda” penso, ma su fa cebook è difficile che si tratti di omonimia, ci sono gli avatar o le foto lì a garantire la tua identità. Dunque mi arrabbio molto e vado a controllare il gruppo in questione… è vero, appaio tra gli iscritti il fatto è che io non mi sono MAI iscritta a tale gruppo. Immediatamente si svela il trucco: sono stati cambiati i nomi dei gruppi esistenti e sostituiti con nomi pro Berlusconi. Un gioco semplicissimo il fatto che non mi spiego è come e perchè e soprattutto chi aveva aperto i gruppi con scopi diversi per poi cambiarne il nome al momento opportuno?
Uno dei gruppi in questione era un gruppo per evitare che facebook diventasse un network a pagamento, aveva un alto numero di iscritti, mi sembra intorno a 10.000
Personalmente mi ero iscritta solamente per condividere con gli appartenenti al gruppo il fatto che l’ipotesi che facebook chiedesse un canone non era gran che realistica un network del genere vive con la massa degli iscritti e con le pubblicità che gli propoina, dunque non ha alcun interesse economico a farli diminuire e chiedendo un benchè minimo canone diminuirebbero eccome!
Dopo aver inserito un messaggio sulla bacheca del gruppo me ne sono disinteressata non cancellandomi e così oggi improvvisamente mi sono trovata iscritta ad un gruppo di sostegno a Berlusconi a cui non ho mai aderito!
Quello che mi chiedo adesso è: questi gruppi che hanno cambiato nome erano stati aperti appositamente?